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15-07-2016

L’ombra di uno stipendio dalla riunione di oggi.
Lunedì altro incontro anche coi deputati nazionali.




I punti fermi venuti fuori dalla lunga riunione di oggi sono questi: cercare di sbloccare appunto i diciotto milioni di euro (nove provenienti dai cinquecento milioni trasferiti dallo Stato alla Regione), per poi avere l’autorizzazione ad utilizzare venti milioni (a Siracusa ne spetterebbero 4,2), cifra prevista per investimenti, per pagare i mutui. Una manovra finanziaria in tempi brevi con una cifra che dovrebbe essere la più ampia possibile per venire in soccorso dei Liberi Consorzi Comunali, evitare in tutti i modi di certificare lo stato di dissesto e quindi chiedere una proroga al 30 settembre o al 30 ottobre per l’approvazione del bilancio, chiedere un rinvio per il saldo della finanza pubblica. E proprio nell’ottica di alcuni obiettivi da raggiungere, il tavolo di questa mattina, all’unanimità, ha deciso un nuovo incontro per lunedì prossimo alle 12, sempre in via Roma, invitando all’appuntamento anche la deputazione nazionale. Nonostante la ricerca di soluzioni di questa mattina, la situazione finanziaria dell’Ente resta drammatica. Il Commissario Lutri, nell’introdurre i lavori, ha fornito un prospetto economico da cui viene fuori uno squilibrio finanziario di poco più di diciannove milioni di euro. E ha quindi illustrato alla deputazione regionale e ai sindacati le motivazioni che hanno portato alle attuali criticità e soprattutto il lavoro svolto negli ultimi mesi in termini di riduzione della spesa: dalla riduzione di alcune posizioni organizzative, al taglio della spesa per il personale, agli interventi nell’ambito delle locazioni passive, fino alla internalizzazione di alcuni servizi come quello di assistenza agli alunni diversamente abili che sono stati programmati. Il Commissario Lutri ha elencato le criticità che affliggono il bilancio, citando persino alcuni contratti capestro da cui l’Ente non può al momento uscire e deve attendere che lo stesso contratto cessi. Tutto questo a fronte delle entrate che mancano. Del contributo alla finanza pubblica, notevolmente aumentato rispetto agli anni scorsi, ed è per questo motivo che una delle entrate più rilevanti dell’Ente, la Rcauto, è evaporata. Restano come introiti, Ipt e il contributo ambientale. Il Commissario Lutri, dopo aver presentato un quadro puntuale della situazione, è passato alle richieste. In particolare l’ing. Lutri ha evidenziato la situazione di totale emergenza dell’Ente e quindi ha chiesto che la deputazione si impegnasse per un contributo straordinario di un milione e mezzo al mese solo per il pagamento degli stipendi in “quanto – ha sostenuto Lutri – i lavoratori della ex Provincia non sono figli di un Dio minore e quindi si potrebbe fare la stessa operazione messa in atto per i forestali. Naturalmente io come contropartita mi impegnerei a proseguire nel risanamento dell’Ente”. Ma questa strada non sarebbe perseguibile. Lutri ha proseguito chiedendo che per quanto riguarda la situazione a medio e lungo termine il Governo regionale faccia la voce grossa con Roma chiedendo lo slittamento del contributo alla finanza pubblica”. I sindacati (Paolo Zappulla e Franco Nardi per la Cgil, Francesco Failla e Salvatore Pecora per il Csa, Stefano Munafò e Gesualda Altamura per la Uil, Paolo Sanzaro e Daniele Passanisi per la Cisl e Antonio Galioto per l’Ugl) hanno recepito quanto detto dalla deputazione regionale e hanno sostenuto che l’emergenza Siracusa, davvero drammatica, va trattata con iniziative immediate per assicurare entro luglio una o due mensilità ai dipendenti e hanno sottolineato, richiesta poi sposata dall’intero tavolo, la necessità di allargare la riunione alla deputazione nazionale perché Roma deve assolutamente fare la sua parte. Lunedì prossimo nuovo incontro con i deputati nazionali, regionali e i sindacati. L’appuntamento alle 12 nella stessa Sala Giunta di Via Roma, con la speranza che l’ipotesi venuta fuori durante la riunione di oggi, quella di riuscire a pagare almeno uno stipendio entro luglio, possa avverarsi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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