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21-11-2013

Abolizione delle Province: all'Ars i due ddl del governo.
Proroga dei commissari per i primi mesi.



L'aula dell'Ars.
I due disegni di legge si occupano dei modelli organizzativi dei liberi consorzi e delle città metropolitane. Ancora da definire il trasferimento delle funzioni e la parte finanziaria, argomenti sui quali si è aperto anche il confronto con gli uffici del Ministro Delrio sulla più ampia riforma nazionale prevista dal governo Letta.
Il testo sulla costituzione dei liberi consorzi prevede che entro 90 giorni dalla pubblicazione della norma devono essere istituiti i nuovi enti che prendono il posto delle Province. Per cui se la legge si approverà a dicembre, i 90 giorni scadranno a marzo e quindi occorrerà una fase di gestione transitoria che prevede la proroga dei commissari. Una decisione che più che all'Ars spetterà al governo.
Nodi da sciogliere ancora anche sul numero dei nuovi consorzi. Quanti saranno ?
Il rischio che saranno molti di più rispetto alle 9 Province esiste. Si potrebbe arrivare persino a 30. Ma su questo punto l'assessore regionale Valenti è ottimista.
"La norma prevede un minimo di 150 mila residenti e massimo 500 mila per dar vita a un consorzio di Comuni; ma, molto dipenderà da come verranno definite le città metropolitane e da "cosa" resterà fuori da queste. Si sa già che si stanno attivando i primi consorzi: quello di Selinunte, quello di Gela e tutti superano i 300 mila abitanti.
Io penso - continua la Valenti - che si vada in questa direzione, più grandi sì, più piccoli no, altrimenti diminuirebbe l'economicità dei servizi. I Comuni, spontaneamente si stanno muovendo in questa direzione. Spetterà loro scegliere a quale consorzio aderire tramite una delibera del consiglio.
Occorre stringere i tempi anche se sarà difficile chiudere la pratica entro l'anno".
E intanto anche i partiti si stanno muovendo per definire il futuro delle "nuove Province" suggerendo sostanziali modifiche ai due ddl.
E non manca chi propone di ancorare la riforma regionale a quella nazionale del governo Letta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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