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09-02-2010

Intervento di Bono sulla presunta soppressione di Architettura

In relazione all’annuncio del rettore dell’ Università di Catania Antonino Recca circa la chiusura della facoltà di Architettura, il presidente della Provincia di Siracusa On Nicola Bono ha dichiarato : "Nessun rischio di paventata chiusura della facoltà di Architettura a Siracusa, perché occorre distinguere fra le minacce “terroristiche” di chi in questa vicenda continua ad alzare il livello dello scontro in mancanza di un straccio di ragione circa la decisione unilaterale di revocare tutti i corsi di laurea distribuiti nel territorio, specialmente alla luce della annunziata procedura legale da noi già avviata lo scorso dicembre, e la concreta possibilità che tali minacce possano sortire gli effetti desiderati . Certo non aiuta l’azione di sciacallaggio che a livello locale si registra sulla vicenda università allorquando persino chi sa bene tutti i retroscena, e che ha anche qualche responsabilità sulla problematicità che siamo stati chiamati a gestire, cerca strumentalmente di attribuire colpe senza alcun atteggiamento critico nei confronti dei veri responsabili di questa vicenda che rimangono esclusivamente i vertici dell’ateneo catanese. Chi in particolare lamenta una responsabilità della attuale compagine governativa di Provincia e Comune dovrebbe vergognarsi perché è noto a tutti che i ritardi sono pregressi e riguardano gli anni precedenti all’insediamento mio e quello di Visentin ai vertici dei due enti territoriali . Nel corso della mia gestione abbiamo finora pagato fino all’ultimo euro e solo nel 2009 abbiamo erogato, malgrado le note difficoltà finanziarie della provincia, oltre sei milioni e mezzo di euro a saldo per gli anni accademici 2008-2009 e 2009-2010. Mentre c’è da precisare che i ritardi nei pagamenti non ammontano a 13 milioni di euro bensì a 9 milioni e 900 mila circa. Ritardi dovuti ai tempi con i quali l’ateneo catanese ha presentato i rendiconti . Basti dire che la facoltà di architettura ha completato la rendicontazione del 2003-2004 ad ottobre del 2009. E fino a qualche settimana fa sono arrivati altre vecchie rendicontazioni. Si tratta di una situazione che è un lascito delle precedenti amministrazioni, che a detta di qualcuno avrebbero , a differenza della nostra, fatto un grande lavoro per il mantenimento della università , e che, come è noto, riguarda una modalità di restituzione già concordata e definita il 30 giugno dell’anno scorso, con la quale la provincia regionale si è impegnata a pagare in 4 rate, a partire dal giugno del 2010. Se anche questa impostazione, già decisa a suo tempo, non sta bene ai vertici dell’Università, che intendono quindi disconoscerla, ci facciano pure causa per i pagamenti pregressi , ma non ciò non li autorizza certamente a revocare la facoltà di Architettura che, per mille motivazioni giuridiche , togliendo quelle etiche e morali che, dati i comportamenti dell’ateneo non è più il caso di invocare , non appartengono alla disponibilità dell’Università e meno che mai possono essere quindi oggetto di revoca . Quindi distinguiamo gli aspetti giuridici veri da quelli della propaganda guerrafondaia fine a se stessa . In tal senso, a difesa vera degli interessi del territorio, abbiamo già dato mandato ai nostri legali di procedere ad una azione finalizzata alla verifica della tutela del diritto al mantenimento, non solo della facoltà di Architettura, ma anche dei ripristino dei corsi unilateralmente ed immotivatamente soppressi dall’Ateneo catanese e trasferiti a Catania. A giorni indiremo una conferenza stampa dove, alla presenza dei nostri legali, rappresenteremo i contenuti dell’azione giurisprudenziale che abbiamo deciso di intraprendere . “


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