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02-12-2009

Riconoscimento della lingua dei segni, il Presidente Mangiafico scrive al Presidente del Senato

Il Presidente del Consiglio Provinciale, Michele Mangiafico, ha inviato una lettera al Presidente del Senato, on. Renato Schifani e per conoscenza al presidente dell’Ente nazionale sordi, Ida Collu con cui auspica l’approvazione di un disegno di legge riguardante il riconoscimento della lingua italiana dei segni, che in questo momento si trova in discussione presso la Commissione Affari costituzionali del Senato. Questo il testo della lettera inviata dal Presidente Mangiafico al presidente Schifani: “Presidente, è’ in questi giorni in discussione in Commissione Affari Costituzionali del Senato un disegno di legge che avrebbe una portata storica per il nostro paese e che permetterebbe all’Italia di adeguarsi concretamente alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, laddove la stessa convenzione prevede il riconoscimento e la promozione della Lingua italiana dei segni, che caratterizza la comunicazione della comunità sorda. Il testo in discussione, infatti, afferma all’articolo 1 comma 2 che “la Repubblica riconosce la Lingua dei Segni come lingua non territoriale della comunità dei sordi e ne promuove l’acquisizione e l’uso”. “Nella mia vita, ho avuto la fortuna – prosegue Mangiafico - di entrare in contatto con la comunità sorda della mia provincia e di partecipare ad un corso di base per apprendere la Lingua dei segni, rendendomi conto in questi anni di quanto questa lingua rappresenti uno strumento di incredibile integrazione tra la comunità udente e la comunità sorda. Si tratta di una lingua di grande potenza creativa, di un ponte con la comunità sorda anche per chi non la conosce, attraverso l’aiuto degli interpreti. Per queste ragioni, il nostro paese si distinguerebbe sul piano della civiltà attraverso l’approvazione di questo disegno di legge. “In questa direzione – conclude il presidente del Consiglio provinciale - auspico che vada il Suo impegno e il Suo lavoro, nella convinzione che questo traguardo rappresenterebbe anche l’affermazione del diritto alla libertà di espressione e di opinione di una comunità che certamente è un valore aggiunto per l’Italia intera”.


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