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21-10-2009

Bono e Visentin: “Confermati i Corsi in Architettura e Ingegneria per la Pianificazione Ambientale . Riserve sulla Convenzione”

Sia il Presidente della Provincia di Siracusa On Nicola Bono che il Sindaco Ing Roberto Visentin non condividono varie parti della convenzione predisposta per assicurare la nuova offerta formativa. La convenzione, con le osservazioni critiche dei capi dei due enti, è passata ora alla attenzione dei consigli provinciale e comunale a cui spetta il compito di approvare , emendare o non approvare. Dopo il parere dei due consessi l’Università di Catania dovrà esprimersi sul modello di convenzione che ne verrà fuori . A questo punto, nel caso di non accoglimento del nuovo testo approvato dai Consigli da parte dell’Università, si aprirà una nuova fase della presenza universitaria a Siracusa. E’ questo, in sintesi, quanto espresso stamani nel corso di una conferenza stampa da Bono e da Visentin che hanno spiegato ai giornalisti questa fase della trattativa fra i due enti locali e l’Università. Il sindaco Visentin ha ripercorso la storia del rapporto fra Università e Siracusa con la nascita della facoltà di Architettura prima e i due corsi di laurea in Beni Culturali dopo. L’ultima tappa, di un percorso che ha visto negli ultimi mesi vari incontri , è stata la riunione fra Bono, Visentin ed il rettore Antinino Recca lo scorso lunedì 19 ottobre, quando l’Università ha presentato la sua ultima bozza di convenzione. Sia Bono che Visentin hanno ritenuto non condivisibile la bozza in vari punti. Si tratta della abolizione di fatto del Consorzio Universitario Archimede che invece viene ritenuto da Bono e Visentin utile per la gestione ed il controllo della attività universitaria a Siracusa. Non vengono condivise le modalità di pagamento delle quote a carico della Provincia che secondo la Università dovrebbero essere pagate per 3,2 milioni di euro ogni anni ad ottobre e per 800 mila euro ad aprile . Una articolazione che Bono ha ritenuto incomprensibile ed ingiustificata. Ed inoltre l’Università ritiene di gestire essa l’intera quota dei contributi degli studenti che nella ipotesi di convenzione degli enti locali siracusani dovrebbero spettare per il 90 per cento al consorzio universitario Archimede, e da utilizzare a favore dei corsi stessi. Inoltre gli enti siracusani intendono inserire in convenzione delle modalità di penalizzazione per eventuali inadempimenti della Università, condizioni questi non presenti nella vecchia convenzione oggi in vigore. Per il sindaco Visentin anche gli oneri specifici a carico del comune non sono tutti accettabili. Poichè, dopo aver rinunciato alla proprietà della caserma “Abela” a favore del università catanese, ora questa chiede al comune di farsi carico di responsabilità sia della manutenzione ordinaria degli edifici ( che , per le norme vigenti, spetterebbe invece al gestore e quindi alla Università), sia degli aspetti legati alla sicurezza nel lavoro (anche questi doveri del gestore) e alla antisismicità di edifici storici, che è impossibile garantire per edifici storici. Visentin e Bono hanno anche rinviato al mittente le accuse del rettore Antonino Recca secondo il quale i due enti locali starebbero ipotizzando partner diversi dalla Università di Catania. “ Una cosa non vera, come abbiamo scritto al rettore – hanno detto Bono e Visentin – che si aggiunge ad una serie di pretesti capziosi creati ad arte per frapporre ostacoli al proseguimento della esperienza universitaria a Siracusa “. Presidente e sindaco hanno spiegato, anche , quale logica vi sia nella istituzione del corso di laurea in Pianificazione Ambientale. “Una logica che risponde alla esigenza di proporre un percorso formativo più in linea con le tendenze del mercato e le reali esigenze del territorio. Poiché Siracusa deve restare, e resterà, una sede universitaria, ma non un laurificio che può solo danneggiare i giovani”. Comunque ora si attendono le osservazioni dei consigli comunale e provinciale che potrebbero riunirsi congiuntamente nei prossimi giorni. Tappa successiva sarà il parere del senato accademico di Catania rispetto alla convenzione che uscirà dai consessi dei due enti. Dopo di ciò si vedrà il da farsi.


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