HOME PAGE [0] | INTRANET | CREDITS | MAPPA | NORME E CONDIZIONI D'USO | CONTATORE | PEC | WEB MAIL | RESPONSABILE SITO
provincia.siracusa.gov.it > attività > notizie
Torna indietro
13-08-2009

Assemblea congressuale Upi, ruolo delle Province, unità del paese e gabbie salariali

E’ stata indetta per la prossima metà di novembre la XXXII assemblea congressuale dell’Unione delle Province Italiane. Si tratterà di un appuntamento molto importante e carico di significato a causa dell’attuale momento storico che stiamo vivendo, caratterizzato dalla strumentalizzazione di molta parte della classe dirigente nazionale intorno al tema della soppressione delle Province quale panacea di tutti i mali legati al costo della politica e segnato profondamente da un conflitto sempre meno strisciante e sempre più acceso tra il Nord e il Sud del paese che il grande peso della Lega Nord all’interno della compagine dell’attuale governo nazionale ha sviscerato e acuito. Per queste ragioni l’appuntamento di novembre non potrà eludere, nella definizione della linea di indirizzo che dovrà avere l’Upi nei prossimi mesi, la necessità di contrastare questo modo strumentale di guardare alla riforma dell’ordinamento istituzionale del paese e l’urgenza di contribuire alla salvaguardia dell’unità del paese e del valore della solidarietà nazionale. Sulla soppressione delle Province, enti territoriali elettivi i cui rappresentanti rispondono direttamente ai cittadini che li hanno votati, sono state presentate addirittura ad oggi sei proposte di legge da parte di diverse formazioni politiche, ma nessuna di queste, se volesse realmente affrontare il tema della razionalizzazione dell’ordinamento istituzionale, mette il dito sulla vera piaga, costituita dagli oltre duemila enti che nel territorio provinciale svolgono funzioni riconducibili alle Province (bacini imbriferi, consorzi di bonifica, enti parco, aree protette, ato rifiuti, ato acqua, unioni dei comuni, comunità montane, consorzi vari, enti strumentali regionali) e la cui razionalizzazione andrebbe posta al primo punto di un serio riordino del settore pubblico, soprattutto relativamente ai circa 600 enti strumentali regionali, una pletora di società istituite con legge regionale che svolgono funzioni chiaramente riconducibili alle Regioni o alle Province. Ma l’aspetto che più preoccupa è la recrudescenza di una politica che ha come effetto la creazione di un divario sempre maggiore tra Nord e Sud del paese, non solo dal punto di vista economico. Una politica che ha visto il suo apice nel realizzarsi del progetto del federalismo fiscale e che oggi, attraverso la sola idea delle “gabbie salariali”, tende a confermare ciò che già ha fatto: fotografare la miseria esistente nel sud del paese e porre le condizioni affinché questa miseria non abbia più possibilità di riscatto, un progetto privo di lungimiranza politica e che guarda solo agli interessi del nord del paese. Per queste ragioni, in vista della prossima assemblea congressuale dell’Upi, sarà necessario battersi per chi saprà interpretare le ragioni opposte, quelle di un paese unito e solidale, in cui le Province possano svolgere un ruolo di cerniera anziché contribuire alle divisioni e in cui l’Upi possa indurre il governo, quale che esso sia, ad un’azione politica responsabile, fatta di atti concreti e non di annunci, volta agli investimenti nei confronti del meridione del paese, nella consapevolezza che per incentivare l’economia del sud e immettere liquidità in circolazione è necessario contribuire alla crescita dei salari dei suoi lavoratori e non il contrario. Michele Mangiafico Presidente Consiglio Provinciale


tgweb
 
 
 
 
 
Archivio notizie
 
 
 
video