HOME PAGE [0] | INTRANET | CREDITS | MAPPA | NORME E CONDIZIONI D'USO | CONTATORE | PEC | WEB MAIL | RESPONSABILE SITO
provincia.siracusa.gov.it > attività > notizie
Torna indietro
24-04-2010

Consiglio Provinciale aperto sulla situazione delle carceri

E’ durato poco più di due ore il Consiglio Provinciale aperto convocato dal presidente Michele Mangiafico per discutere della situazione carceraria in provincia di Siracusa. Una discussione che è stata arricchita dagli interventi del vice presidente della commissione nazionale anti mafia, on. Fabio Granata dell’on. Rita Bernardini, parlamentare radicale e del sen. Salvo Fleres garante dei diritti dei detenuti per la regione Sicilia. Dal dibattito è emersa in tutta la sua drammaticità, la situazione di criticità che riguarda l’intero sistema penitenziario italiano. I lavori sono stati aperti dal presidente del Consiglio, Michele Mangiafico, che ha spiegato le ragioni che hanno portato all’istituzione della speciale commissione. “Il grado di civiltà di un popolo – ha detto il presidente del Consiglio - si misura dal modo in cui tratta gli ultimi, e tra questi certamente ci sono i detenuti. Inevitabile per il Consiglio provinciale, che ha mostrato sempre notevole sensibilità, accendere i fari sulla situazione carceraria del nostro territorio”. “Non siamo mai stati sfiorati – ha detto Carmelo Spataro, presidente della speciale commissione – dalla presunzione di poter risolvere la questione carceraria. Anche gli Enti locali possono avere un ruolo, anche se marginale, e hanno il dovere di accendere i riflettori della politica, spesso assente o indifferente. La tutela della dignità umana costituisce un dovere irrinunciabile che qualifica il grado di civiltà”. Carmelo Spataro ha quindi illustrato, ai presenti, la relazione finale. Nella relazione sono state rilevate tutte le criticità esistenti all’interno del sistema penitenziario siracusano, nei tre istituti di pena: Brucoli, Noto e Cavadonna. Dal sovraffollamento delle celle dove sono costrette a convivere più persone in pochissimo spazio, all’approvvigionamento idrico, una delle carenze più gravi, dalla mancanza di personale di polizia penitenziaria (la metà rispetto al numero che occorrerebbe) alla carenza di educatori, dalle questioni riguardanti la sicurezza, fino agli aspetti sanitari. Un’attenzione a 360 gradi. “Questa relazione – ha esordito l’on. Granata – sarà per noi un importante e prezioso strumento di lavoro. Si è scritta una pagina importante per quanto riguarda la vita politica della città. Prendo atto dei “numeri” che propone questa relazione, che porterò al presidente della commissione anti mafia, e aggiungo che una delle questioni da attenzionare, un futuro, riguarda il controllo dei prezzi dentro gli spacci che si trovano all’interno degli istituti di pena”. Dopo Granata è intervenuto il sen. Salvo Fleres il quale ha esordito affermando che la situazione riguardante le carceri siracusane è la migliore e ha aggiunto: “Il sistema penitenziario è come un ospedale, dove si è ricoverati, ma poi non si è curati. Il discorso è questo: se i detenuti vengono “curati” torneranno “sani” in società, se non saranno “curati”, torneranno a essere delinquenti. Il sovraffollamento è solo un aspetto della situazione. Vanno attenzionate anche le questioni legate alla polizia penitenziaria e alle Autonomie locali. Noi abbiamo cercato di orientare il ministro di Grazia e giustizia ad avviare un discorso sinergico con le varie Amministrazioni. Mi auguro che anche a Siracusa sia istituita la figura del garante per i diritti del detenuto”. La deputata radicale Rita Bernardini ha definito il lavoro della commissione ben fatto e in poco tempo, per di più. “In genere – ha proseguito – quando vado a visitare i detenuti mi porto dietro uno studente, per far vedere come si sta in cella. La condizione impressiona molto le persone. Io sono dell’idea che le pene devono tendere al recupero del detenuto, ma questo non succede. E per la prima volta siamo riusciti a far dire al ministro Angelino Alfano che le nostre carceri sono anti costituzionali. E per la verità lo sono da decenni, le carceri italiane sono illegali con un sistema-giustizia che non funziona. Pensate che abbiamo un carico di cinque milioni di processi arretrati. E allora occorre una riforma della giustizia di cui il carcere è la punta terminale. Alfano ha preparato bene un disegno di legge (potranno essere concessi gli arresti domiciliari a chi deve scontare una pena inferiore ai dodici mesi e potrà beneficiare della messa in prova chi deve rispondere di reati per cui è prevista una pena non superiore ai tre anni) che, mi auguro, arrivi in tempi brevi alla fine del percorso parlamentare. Temo tuttavia che questo percorso sarà lungo”. Il direttore di Cavadonna, Angela Gianì ha rilevato come si creda fermamente nella possibilità di recuperare il detenuto e ha auspicato un aiuto per le cosiddette emergenze”. Il consigliere Francesco Saggio ha sollevato il problema del dopo, cioè quando questi detenuti, scontata la pena, lasceranno il carcere. Sebastiano Bongiovanni (Ugl) in rappresentanza degli agenti penitenziari, ha soprattutto rilevato che il più grande problema delle carceri è costituito dalla categoria degli agenti penitenziari i quali, essendo in pochi, sono costretti a turni massacranti che mettono a repentaglio persino la sicurezza. “Sono convinto – ha puntualizzato il consigliere Liddo Schiavo – che il disagio del personale che opera all’interno delle carceri sia pari al disagio sia soffrono i detenuti. Dobbiamo dare una mano d’aiuto, realizzando strutture sportive e sostegno all’attività ricreativa. Possiamo contribuire a risolvere alcuni problemi”. Michela Denaro, responsabile delle esecuzioni penali esterne, ha chiesto maggiore attenzione verso l’istituzione penale esterna e ha sottolineato la carenza di personale (solo otto assistenti sociali). “Il contenuto della relazione – ha detto Paolino Amato, capogruppo del Pdl – mi ha stupito. Abbiamo mosso le acque, possiamo dare piccoli segnali”. Per l’Amministrazione attiva è intervenuto l’assessore provinciale Salvatore Mangiafico: “E’ stato fatto davvero un eccellente lavoro e ho potuto costatare che le criticità sono davvero tante. Questa è un’iniziativa che non ha colore politico: Amministrazione e Consiglio dovranno discutere sulle iniziative da adottare”. Va detto, infine, che questo pomeriggio il presidente del Consiglio provinciale, Michele Mangiafico, accompagnato dal presidente della commissione Carmelo Spataro e dalla parlamentare radicale Rita Bernardini, ha fatto visita al carcere di Brucoli. Di seguito alcuni numeri che riguardano le tre strutture carcerarie siracusane. Carcere di Brucoli: detenuti previsti 300, effettivi 624; polizia penitenziaria: previste 358 unità, effettivi 225. Carcere di Noto: detenuti previsti 180, effettivi 250; polizia penitenziaria: previsti 169, effettivi 60. Carcere di Cavadonna: detenuti previsti 280, effettivi 550; polizia penitenziaria: previsti 315, effettivi 150.


tgweb
 
 
 
 
 
Archivio notizie
 
 
 
video