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15-02-2010

Bono e Visentin: Architettura resterà a Siracusa mentre lavoriamo per il Quarto Polo

Difenderemo anche per le vie legali la presenza dell’Università a Siracusa , a partire dalla facoltà di Architettura. Ed intanto abbiamo cominciato a lavorare per il quarto polo, una università STATALE con sede a Siracusa E RAGUSA . E’ questo il messaggio inviato stamani dal presidente della provincia di Siracusa On Nicola Bono e dal sindaco del capoluogo Roberto Visentin, che hanno tenuto una conferenza stampa congiunta al Palazzo del Governo di via Roma, alla presenza dell’avvocato Carlo Comandè dello studio legale Pitruzzella, incaricato dalla provincia di contrastare la decisione dell’ateneo catanese di chiudere non solo i corsi in Beni Culturali ma anche la facoltà di Architettura. Bono ha ripercorso tutta la vicenda ed il contenzioso con l’Università di Catania con particolare riferimento alle ultime vicende. “Lo scorso 5 gennaio – ha detto il presidente della provincia – l’Università ci ha intimato il pagamento del presunto debito pregresso, fissando la data del 25 gennaio come termine ultimo. Il 28 gennaio ci ha comunicato la chiusura della facoltà di Architettura e dei corsi in Beni Culturali. Ebbene, in primo luogo respingo l’accusa di morosità , ed è bene chiarire infatti che da quando mi sono insediato l’ente che ho l’onore di presidente non è mai stato moroso . In un anno , e malgrado le enormi difficoltà economiche ereditate dalla precedente gestione, abbiamo pagato ben 6 milioni e mezzo di euro, e cioè l’intera annualità 2008-2009 e l’acconto per il 2009-2010 . E’ l’università invece in difetto di rendicontazione , perché avrebbe dovuto giustificare la spesa di quanto riscosso entro il 31 dicembre 2009. Non solo non lo ha fatto, ma ciò malgrado la provincia ha ugualmente versato l’acconto per l’anno 2009 -2010 senza appellarsi alla mancata rendicontazione perché non voleva creare ostacoli alla possibilità di raggiungere un accordo sull’offerta formativa . Per quanto riguarda il pregresso occorre sottolineare che i ritardi sono avventi tutti sotto la gestione delle precedenti amministrazioni e sempre a causa della mancata rendicontazione da parte dell’università di Catania . Siamo di fronte ad un obbligo formale dell’ateneo catanese , disatteso e in assenza del quale un ente pubblico non può pagare”. Bono ha parlato di “sciacallaggio politico” con riferimento a chi “ per squallide ragioni di squallida bassa politica, e pur avendo pesantissime responsabilità in questa vicenda , ora vorrebbe far attribuire alle amministrazioni in carica la colpa della perdita dei corsi di laurea, piuttosto che contrastate le decisioni , illegittime, dell’ateneo catanese.” Non esiste, infatti , un “problema Siracusa” “ , ma una scelta dell’ateneo catanese di revocare tutti i corsi localizzati a Ragusa, Enna, Caltinissetta e ,quindi, anche a Siracusa . Chi sostiene il contrario dice falsità a scopo strumentale ed indebolisce i diritti e le aspettative dell’intero territorio. “Non abbiamo scelto prima la via del contenzioso contro le decisioni dell’Università – ha infine spiegato Bono - poiché non volevamo fare guerra a nessuno, ma lavorare per una soluzione una soluzione condivisa . Abbiamo, purtroppo, dovuto prendere atto che l’università di Catania non intende retrocedere dalle sue posizioni e quindi abbiamo dato mandato pieno ai nostri legali di tutelarci in ogni sede . Puntiamo a mantenere l’offerta formativa universitaria a Siracusa a partire da Architettura, ma in generale puntiamo alla conferma delle convenzioni esistenti. Intanto lavoriamo per un quarto polo, per il quale abbiamo già con i il sindaco di Ragusa e Siracusa ed il presidente della provincia Ragusa , presentato la relativa richiesta al Ministero, dove contiamo sul sostegno efficace della segreteria tecnica del ministro .” Su questo punto il sindaco Visentin si è detto fiducioso che fra qualche settimana si potranno avere notizie per una buona prospettiva del progetto. “Utilizzeremo – ha detto - le risorse che già mettiamo in campo nelle convenzioni con l’Università di Catania. Con Ragusa potremmo prospettare una offerta formativa per il sud est siciliano.”


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