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06-02-2010

Riuniti a Siracusa gli Stati Generali dell’Agricoltura

“La partecipazione straordinaria del mondo agricolo al Consiglio di questa mattina – ha commentato il presidente Michele Mangiafico – è purtroppo anche la testimonianza della grave situazione di difficoltà che caratterizza questo importante settore produttivo e che obbliga tutta la classe politica a far conoscere le soluzioni adottate fino ad oggi e ad adottare ulteriori strumenti cominciando dall’imporre a livello nazionale la sospensione dei tributi. Il governo nazionale in particolare non può continuare a far finta di niente”. Che la crisi del settore agricolo abbia orami superato i livelli di guardia e che l’attenzione del mondo politico locale, ma anche delle organizzazioni di categoria (presenti in massa) è altissima, è testimoniato dalla partecipazione di tantissimi deputati nazionali e regionali al Consiglio provinciale aperto che ha convocato il presidente Michele Mangiafico. Oltre al presidente della Provincia, on. Nicola Bono, hanno partecipato all’importante appuntamento, l’assessore regionale all’Agricoltura, Titti Bufardeci, i deputati Fabio Granata, Enzo Vinciullo, Pippo Gianni, Roberto De Benedictis. Insomma, una vera e propria mobilitazione, partorita dalla sensibilità del Consiglio provinciale, in favore di un settore cardine dell’economia siciliana. I lavori sono stati naturalmente introdotti dal presidente del Consiglio provinciale, Michele Mangiafico, che, oltre a ringraziare i presenti per la partecipazione all’assise, ha dato atto al Consigliere Gianni Briante di essere stato il promotore, insieme ad altri consiglieri, di questa giornata di lavoro. Partiamo dalla fine, ovvero dall’intervento dell’assessore regionale Titti Bufardeci, forse il più atteso soprattutto dagli agricoltori, presenti numerosi in aula. L’ass. Bufardeci ha esordito così: “Nessuno può ritenere questo governo come una controparte. So perfettamente che la stragrande maggioranza dei siciliani vive di agricoltura. Questa in corso è una crisi strutturale e sociale e se crolla il sistema crolla l’economia siciliana. Ecco perché è necessario fare squadra tutti insieme. So di avere una grande responsabilità, insieme al presidente Lombardo, pur se non siamo i responsabili della situazione attuale. Serve una grande rivoluzione. “Qualcuno – ha proseguito – ha parlato di marketing e comunicazione, peraltro indispensabili, ma io posso dire che in questa direzione sono stati spesi tanti soldi senza risolvere nulla. Penso che oggi stiamo fallendo soprattutto nella commercializzazione. Cosa stiamo Facendo? Innanzitutto ci stiamo muovendo in direzione della sospensione, per un anno, dei tributi di competenza. Poi ci stiamo anche muovendo per quanto riguarda l’accesso al credito considerando la possibile maggiorazione del “de minimis” fino a quindicimila euro. Abbiamo trovato la disponibilità di alcune banche a firmare la convenzione. Metteremo in atto una decina di misure per quanto rigurda il Psr (piano di sviluppo rurale) “Credo – ha concluso Bufardeci – che vadano opportunamente creati dei tavoli tematici. E nell’ambito della vera rivoluzione che ci apprestiamo a fare, stiamo pensando di sciogliere tutti i consorzi. Posso assicurare, altresì, che non abbiamo perso nessun finanziamento europeo e che ci stiamo preparando a chiedere lo stato di calamità al governo italiano”. La seduta s’era aperta con il saluto del presidente della Provincia, on. Nicola Bono, che ha detto: “La Provincia è accanto al mondo agricolo, da sempre un settore importante per quello che rappresenta. Oggi questo settore subisce le conseguenze di una crisi epocale. La priorità, in questo momento di crisi, è l’emergenza creditizia. Le imprese non riescono ad ottenere il credito. Servono interventi che rassicurino le aziende. La Provincia, per le sue competenze, ha fatto quello che era possibile fare. Per esempio per le carcasse degli animali abbiamo stanziato quarantamila euro. E inoltre stiamo valutando la possibilità di estendere l’accesso al credito anche al settore dell’agricoltura. Come Provincia esprimiamo solidarietà e partecipiamo alla mobilitazione della categoria per ottenere provvidenze affinchè l’agricoltura riprenda il suo ruolo nel sistema produttivo”. Tra i consiglieri sono stati diversi gli interventi: hanno parlato Gianni Briante, colui che ha richiesto di effettuare un Consiglio provinciale aperto; Carmelo Spataro che ha paventato la perdita di finanziamenti europei e ha auspicato che da questa giornata venga fuori un documento unitario e soprattutto un’azione politica forte nei confronti della classe dirigente di Palermo; Salvatore Andolina che ha apprezzato il lavoro di sensibilizzazione portato avanti dai comitati spontanei e che ha ribadito la richiesta di un osservatorio permanente sull’agricoltura; Liddo Schiavo il quale ha anch’egli sottolineato la necessità di un documento unico da partorire al termine del Consiglio; Nino Iacono, accorato il suo intervento, il quale ha portato ad esempio la situazione che lo ha riguardato in prima persona come imprenditore agricolo e ha chiesto, a voce alta, interventi di carattere sociale per il pregresso sottolineando come il novantacinque per cento dei produttori siano pignorati e protestati; Crisi grave e strutturale per Salvatore Oddo il quale ha però precisato che se è vero che l’accesso al credito rappresenta un problema per gli imprenditori del settore, è anche vero che le banche hanno tutto l’interesse a salvare le imprese agricole e pertanto un compromesso può essere trovato; Domenico Nigro ha puntato il dito sulla necessità che vengano effettuati interventi infrastrutturali e, per quanto di competenza della Provincia, sulla viabilità rurale; Quali sono gli strumenti che abbiamo – si è chiesto Gaetano Amenta – per frenare la grave crisi? Questo dobbiamo capire. Tutti in un’unica direzione gli altri interventi (Fabio Moschella, Pippo Gianninoto, Massimo Franco, Salvatore Alfò, Michele Gallo, Mariano Ferro, Aldo Beninato) di sindacalisti e rappresentanti di categoria i quali hanno parlato, appunto, di grave crisi, di problemi legati all’accesso al credito, di ricerca e innovazione di nuovi sistemi produttivi, auspicando che si metta in campo una politica non “del tampone”. Sull’argomento sono anche intervenuti due rappresentanti degli ordini professionali, Giuseppe Russo presidente del collegio provinciale degli agrotecnici e Salvatore Di Lorenzo, presidente del collegio dottori agronomi. L’on. Fabio Granata ha ricordato che bisogna ripartire dalla qualità del settore produttivo per rimettere in moto il sistema, mentre l’on. Enzo Vinciullo ha consegnato al presidente del Consiglio Mangiafico un documento sull’argomento.


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