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27-01-2010

L’osservatorio della chimica analizza l’esito dell’incontro romano del 20 gennaio partono azioni verso Regione, Erg ed Eni

Stamani, convocato dal presidente della provincia di Siracusa On Nicola Bono, si è riunito l’Osservatorio provinciale della Chimica per fare una analisi dei risultati dell’incontro romano del 20 gennaio scorso presso il Ministero dello Sviluppo Economico sull’ Accordo di Programma per la reindustrializzazione del polo petrolchimico di Priolo e per discutere sulle azioni da svolgere nei prossimi due mesi , essendo prevista una nuova riconvocazione dell’Osservatorio . Dopo una approfondita analisi da parte dell’Osservatorio provinciale e su proposta dello stesso presidente Bono, si è convenuto di arrivare all’appuntamento fra due mesi avendo svolto alcune azioni. Si è deciso, quindi, di chiedere un incontro alla regione per due questioni. La prima riguarda l’avvio del Rigassificatore di Ionio Gas che attenne ancora l’autorizzazione finale a cui è collegata la questione delle cosiddette “compensazioni”. La seconda riguarda la istituzione di un tavolo tecnico con la Regione per l’analisi del progetto di intervento della società Italkali nella realizzazione e gestione del nuovo impianto di Cloro-Soda. Bono ha proposto anche di convocare ENI ed ERG per l’avvio della progettazione del piano di reidustrializzazione , così come previsto dall’Accordo di Programma. Una progettazione che a parere di Bono può avviarsi prima della costituzione di una società pubblica-privata con la partecipazione, appunto, di ERG ed ENI. “Sia ERG che ENI – ha detto Bono – hanno già tempo fa manifestato la loro condivisione per questa procedura, cioè prima il progetto di reindustrializzazione e poi la società” Sull’esito dell’incontro romano del 20 gennaio, l’ Osservatorio, nella sua quasi totalità, ha espresso un giudizio positivo fermo restando la verifica del buon fine degli impegni assunti. Impegni che dovranno essere valutati nella loro realizzazione in occasione dell’appuntamento o previsto fra circa due mesi. In particolare Bono ha voluto ricordare nelle generale condivisione che “il sottosegretario Faglia, che partecipò all’incontro su delega del ministro Scajola , è stato chiaro sia sulla disponibilità dei 160 milioni di euro stabiliti nell’accordo del 21 dicembre 2005, come è anche chiaro che non è novità che l’ENI non è più interessata alla realizzazione diretta del Cracking, mentre ha garantito la fornitura di materia prima a prezzi competitivi . E se il Cracking non dovesse essere più realizzabile è lo stesso Governo che ci dirà come impegnare, alternativamente , i fondi”. Per quanto riguarda le aree dismesse di ENI-Syndial Bono ha ricordato anche di come il ministero dello sviluppo economico si sia impegnato affinchè l’Eni riveda la sua posizione circa il prezzo di vendita delle aree a nuovi investitori. Un prezzo che non potrà che essere di tipo “sociale” e non certo di mercato poiché ciò disincentiva gli investimenti.


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