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19-11-2009

Università - Il Presidente Bono risponde ai quesiti degli studenti di Architettura

Domande e risposte fra il Presidente della Provincia Regionale di Siracusa on Nicola Bono e gli studenti della Facoltà di Architettura che a centinaia , stamani, affollavano l’aula magna nella sede dell’ex caserma “Abela”. Gli studenti avevano invitato il Presidente della Provincia per approfondire la situazione sull’assetto dei corsi universitari a Siracusa, alla luce delle modifiche che intende realizzare l’Università di Catania. Sul quesito più importante per gli studenti di Architettura, e cioè circa il mantenimento della Facoltà a Siracusa, il Presidente Bono è stato molto chiaro: “L’esistenza della facoltà, la dodicesima della Università di Catania è sancita da una convenzione che scadrà nel 2025. Quindi Architettura rimarrà anche nel caso in cui il Senato accademico , a cui compete approvare la nuova convenzione dopo il voto dei consigli provinciale e comunale non dovesse ratificare la stessa convenzione, poiché rimarrebbe in vigore quella precedente .” Bono ha ripercorso ancora una volta le varie tappe del confronto fa Università di Catania ed enti siracusani in corso quest’anno. Ricordando gli impegni presi dalla Università di Catania per il mantenimento di Architettura e per l’istituzione di Ingegneria gestionale del Territorio e dell’Ambiente, dopo l’annuncio della chiusura e del trasferimento a Catania dei due corsi in Beni Culturali . “Dopo gli accordi presi – ha detto Bono – lo scorso 19 ottobre, in modo unilaterale , l’ateneo di Catania ha proposto una convenzione che presenta varie problematicità. Essa richiede a Provincia e Comune oneri ed impegni impropri rispetto alle competenze degli enti ( per esempio in materia di antisismicità e sicurezza degli edifici sede dei corsi, non riconoscimento del ruolo del Consorzio Archimede, etc). Richieste incomprensibili che appaiono pretestuose a fronte degli impegni rigorosi , e nel rispetto della prassi amministrativa , da parte della Provincia sugli oneri finanziari pregressi e futuri, sui quali appare strumentale ogni ulteriore discussione. Ribadisco che non c’è ombra di dubbio sulla volontà della Provincia di volere pagare quanto dovuto , avendo posto a bilancio le spese necessarie per continuare negli anni il rapporto con l’Università di Catania”. “Ora attendiamo – ha detto ancora Bono – le valutazioni sulla nuova convezione da parte dei consigli provinciale e comunale che ne discuteranno nei prossimi giorni. Se, come pensiamo, dai due consessi emergeranno modifiche sulla impostazione della Università di Catania, allora toccherà al Senato accademico tenere conto di queste perplessità. Qualora in Senato accademico dovesse accogliere le eventuali modifiche si tornerebbe alla convenzione in vigore. Solo dopo la reazione e la decisione di Catania gli enti locali siracusani potranno prendere in ipotesi di percorrere altre strade, come il cosiddetto quarto polo sul quale ancora non si possono esprimere valutazioni concrete. Quello che posso garantire è che Siracusa è, e resterà, sede di formazione universitaria”.


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