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09-11-2009

Si è conclusa la mostra Sorrisi di regime al Liceo Classico Tommaso Gargallo

Si è conclusa questa mattina, simbolicamente in occasione del ventennale dalla caduta del muro di Berlino, la fase in cui la mostra “Sorrisi di regime” è stata ospitata presso l’aula magna del Liceo Classico “Tommaso Gargallo”, a beneficio di quelle scolaresche della nostra provincia che fin dallo scorso 9 ottobre hanno avuto l’opportunità di visitarla e commentarla. La mostra, caratterizzata da 36 pannelli fotografici realizzati dal giornalista Orazio Mezzio, verrà adesso portata a Siena, dove dal 20 al 23 di novembre sarà ospitata in occasione di un incontro nazionale organizzato dai giovani delle Acli, che sarà anche occasione per dibattere sugli anni che hanno seguito la caduta del Muro di Berlino. Centinaia gli alunni coinvolti attraverso l’idea di proporre ad una scuola superiore di ospitare la mostra. Soddisfatto dell’iniziativa il Presidente del Consiglio provinciale, Michele Mangiafico, che ha detto: “Abbiamo cercato con questa e con altre attività di offrire strumenti utili al dibattito delle nuove generazioni e all’attenzione anche verso il passato più recente, verificando sul campo curiosità e sensibilità straordinarie”. Di analogo tenore le riflessioni del dirigente scolastico del Liceo Classico “Tommaso Gargallo”, professoressa Carmela Pace: “La mostra è stata visitata da oltre 700 alunni, provenienti da diverse scuole: oltre al “Gargallo”, dall’istituto Principe di Napoli, dall’istituto d’arte Gagini, dall’Ipsa Calapso, dall’Alberghiero, dall’Insolera, dall’istituto Moncada di Lentini. In occasione di altre manifestazioni avvenute presso la nostra scuola siamo riusciti a farla visitare anche dalle associazioni A.m.m.i. e Unicef e dal consiglio comunale dei ragazzi”. Significative alcune delle frasi lasciate dai ragazzi sul registro degli ospiti della mostra: “Sine verbis… a volte il silenzio vale più di mille parole”; “Beh! Che dire… un ritorno in una realtà troppo diversa dalla nostra, difficile da credere, ma anche da vedere”; “Neda è morta ad occhi aperti, facendo vergognare chi come noi vive ancora ad occhi chiusi”.


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