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28-07-2009

Inaugurazione Autostrada Siracusa - Catania. Discorso Presidente Bono

Si trasmette il testo integrale del discorso tenuto dal presidente della provincia regionale di Siracusa On Nicola Bono in occasione della odierna inaugurazione del tratto Lentini - Passo Martino della autostrada Siracusa.-Catania ….(saluti alle Autorità) …. Quello che stiamo vivendo è certamente un momento altamente significativo e importante per l'intera Sicilia Sud-Orientale e, in particolare, per la Provincia di Siracusa. L'obbiettivo di colmare il vuoto di questo segmento e quindi procedere per il completamento dell'autostrada Sr-Ct, per cui gran parte della classe politica Siracusana si è fortemente impegnata in questi anni, si avvicina sempre di più e da concretezza ad un'opera la cui realizzazione è un bisogno fondamentale e irrinunciabile. Sono passati circa 15 anni, quando i Deputati e i Senatori siracusani del tempo avviarono le prime decise azioni per sollecitare l’ ANAS a realizzare il collegamento tra il troncone dell'autostrada, che allora non si poteva chiamare così, che collega Siracusa ad Augusta e questo tratto di cui nel 1994 ancora non esisteva neanche un elaborato progettuale. E fu grazie alla provincia regionale di Siracusa, che anticipò al di fuori dalle sue competenze istituzionali le risorse per la progettazione, che fu impressa una decisiva svolta all'iter realizzativo dell'opera. Mi onoro di essere stato insieme all'On. Prestigiacomo in quella delegazione e oggi, nella qualità di Presidente della provincia Regionale di Siracusa, di partecipare a questa cerimonia inaugurale. Questi 12 Km di autostrada, che avvicinano Siracusa a Catania, in attesa dell'ultimo tratto che consentirà l'ultimazione dell'infrastruttura autostradale dell'intera Sicilia Orientale, hanno una valenza ancora più grande, laddove si consideri che consentiranno di porre fine all'insopportabile stillicidio delle lunghe code che hanno appesantito il traffico in questi ultimi tempi a causa delle precarie condizioni del ponte di Primosole sulla SS 114, a dimostrazione dello stato complessivo di precarietà in cui versa la Sicilia nel delicatissimo settore dei trasporti. Ancora pochi mesi, ed avremo il completamento dell'arteria strategica, quale precondizione per qualsiasi politica di sviluppo. Ma, malgrado lo storico seppur tardivo risultato, possiamo considerarci soddisfatti? A mio avviso no! E sento il dovere, davanti a cotanto contesto istituzionale e, in particolare, all'amico Ministro Altero Matteoli, di ribadire il pensiero mio e dell'amministrazione provinciale di Siracusa in merito alle esigenze di un territorio che avrebbe dovuto essere infrastrutturato da decenni e che ha invece scontato lunghi periodi di totale abbandono. Signor Ministro, come Lei ben sa, l'economia assegna il successo delle politiche di sviluppo ai territori che hanno infrastrutture e intermodalità: il nostro tenitorio sconosce questo termine. Le ferrovie languono in una situazione di abbandono con standard operativi rimasti fermi agli anni 50 e con tempi di percorrenza talmente elevati che rendono tale mezzo di trasporto del tutto inadeguato e quindi sempre più sottoutilizzato. Abbiamo due porti importanti, Augusta e Pozzallo, in cui sono stati fatti considerevoli investimenti pubblici, che non hanno collegamenti con le fenovie e le autostrade, due aeroporti, Catania che è il più importante scalo aeroportuale a Sud di Roma e quinto in Italia, e Comiso, di prossima apertura, che sono anch'essi scollegati dalle ferrovie e in parte perfino dalle autostrade. La Sicilia, alla vigilia dell'avvio nel 2010 dell'area di libero scambio, non si presenta come la terra più attrezzata per svolgere quel ruolo di centralità negli scambi e nelle relazioni tra l’Unione Europea e le sponde SUD e SUD-EST del Meditenaneo, che pure la natura le ha dato. Eppure non occorrerebbero somme proibitive, né il mio intervento è finalizzato a chiedere risorse, bensì prima di queste, una strategia fondata su una visione razionale dei problemi e una effettiva capacità di farsene carico. Ci si deve convincere che intervenire in Sicilia non è una concessione ad una terra bisognosa di solidarietà, ma una opportunità unica per l'intero Paese, che deve puntare a far sì che l'isola diventi crocevia degli scambi economici, sociali e culturali del Meditenaneo, così come tante volte in passato è stata, segnando la storia del mondo in maniera unica e indelebile. Mi auguro che oggi, dalla inaugurazione di questi 12 km parta una nuova sensibilità e, conseguentemente, un modo nuovo per affrontare i problemi di una terra che non ha bisogno né di un meridionalismo vittimista e piagnone, basato su sterili rivendicazioni di risorse, né su una politica di graziose quanto improduttive erogazioni di risorse a pioggia prive di valenze strategiche, ma al contrario sulla capacità di risposta a esigenze reali di infrastrutture riconosciute essenziali e irrinunciabili, quali precondizioni per garantire non solo lo sviluppo, ma assicurare alla Sicilia quel ruolo di cerniera nelle relazioni tra l'Europa e i Paesi Afroasiatici che si affacciano sulle rive del Mediterraneo. Fra pochi mesi ci rivedremo per l'inaugurazione anche dell'ultimo tratto mancante e verificheremo se questa nuova sensibilità avrà fatto breccia nelle politiche dei governi nazionale e regionale. On Nicola Bono PRESIDENTE PROVINCIA REGIONALE DI SIRACUSA Siracusa , martedì, 28 luglio 2009


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