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26-11-2012

PRESENTATO IL PROGETTO DI CICLOTURISMO
IN COLLABORAZIONE CON MALTA.

Nel suo intervento il Presidente della Provincia regionale, Nicola Bono, ha spiegato le linee guida della politica turistica dell’Ente: “Il nostro territorio ha elementi di eccellenza, ma da soli non bastano a determinare uno sviluppo diffuso capace di intercettare i grandi flussi turistici. E’ necessario quindi costruire una strategia di sviluppo. Ciò vuol dire lavorare per costruire una rete di attuatori culturali e realizzare servizi innovativi per i turisti. La Provincia ha attivate molte azioni che apparentemente non sono legate al turismo, ma che nei fatti, costituiscono elementi importanti per lo stesso settore. Mi riferisco all’azione Tolleranza zero alle discariche abusive, alla pulizia delle spiagge, all’azione antincendio, ma, anche tali iniziative da sole non bastano. Servono iniziative innovative come “Siracusa Provincia Aperta”, con la creazione di un servizio che non esiste in alcun altro territorio nazionale. Quando parliamo di SIBIT e di Bike-Hotel ci inseriamo perfettamente negli sforzi per sviluppare il turismo alternativo. Bisogna tenere conto che la nostra provincia ha ottenuto un piccolo aumento di arrivi turistici che costituisce un risultato eccezionale rispetto ai forti cali registrati dagli altri centri siciliani. La nostra strategia però deve essere non solo di aumentare i flussi, ma anche i pernottamenti attraverso la fornitura di tutti quegli elementi perché incrementi la sua permanenza nel nostro territorio. Uno dei tasselli di questo mosaico è l’esplorazione delle cavità carsiche, la cui eccellenza è rappresentata dalla Grotta Monello, che può aprire scenari verso settori di turismo che altrimenti non potremmo raggiungere”. Il dirigente della Provincia regionale Salvo Mancarella ha spiegato quali sono gli obiettivi specifici che il progetto SIBIS si pone: “Cogliere l’opportunità attraverso il Cicloturismo di far conoscere ed imparare a riconoscere la biodiversità delle aree e dell’importanza della sua tutela e quindi di muoversi in modo sostenibile sul territorio In ambito europeo l’Italia è “in ritardo” quale meta per ciclisti. È dunque costretta a “farsi largo” nel panorama delle destinazioni “classiche” europee. L’impostazione generale per la creazione di un’offerta di cicloturismo integrata in Italia, sarà quella di puntare inizialmente su pochi prodotti, realizzati in modo eccellente, che fungano da richiamo e permettano una ricaduta benefica anche sui territori vicini (cosa che è accaduta per la ciclabile del Danubio che ha trasformato l’Austria nel paradiso dei ciclisti). Il progetto presenta dunque dei risvolti interessanti legati, non solo allo sviluppo del settore turistico, ma all'intero territorio delle zone interessate. Inoltre, attraverso il percorso formativo mira a sostenere la crescita del tessuto produttivo regionale mediante la valorizzazione delle risorse umane, a creare nuovi bacini di impiego, nuove modalità e forme di organizzazione del lavoro, nel settore del turismo tecnico, oggi in forte sviluppo. Tra gli obiettivi del progetto si evidenziano l’ inserimento occupazionale di nuove figure professionali specializzate in grado di valorizzare il settore di riferimento;la creazione di posti di lavoro duraturi ed un funzionamento efficiente del mercato del lavoro, mantenendo così elevato il livello di occupazione individuale e garantendo le pari opportunità tra uomo e donna”.


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