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05-11-2012

IL CONSIGLIO PROVINCIALE SCIENTIFICO HA AVVIATO L’ISTRUTTORIA PER LA GESTIONE DI PANTALICA

Si tratta di trovare la giusta sintesi in grado di fare decollare la fruizione di Pantalica tenendo conto della polverizzazione delle competenze distribuite in una pluralità di enti. Non dimentichiamo infatti che ci sono addirittura ben tre Direzioni regionali che hanno competenze su Pantalica: la Ripartizione Foreste, il Territorio e ambiente ed Beni culturali, oltre ai Comuni, quindi, occorre definire una strategia comune”. Nel corso dei lavori del Consiglio provinciale scientifico si sono confrontate diverse proposte e ipotesi di intervento, anche se l’obiettivo è stato sottolineato, è lo stesso per tutti: fare fruire in pieno a turisti e residenti le meraviglie naturali ed i beni culturali di Pantalica e determinare il massimo possibile di ricaduta economica e occupazionale per il territorio. “La gestione dei Siti archeologici e naturalisti in Italia rappresenta il grande buco nero che non si riesce a colmare – continua il presidente Bono -. La Provincia si è pronunciata per fare un bando capace di individuare un unico soggetto per la gestione. Un’unica entità in grado di dare garanzie per quanto riguarda la gestione delle risorse. Basti pensare alle opere, per quasi 7 milioni di euro, che dovrebbero permettere la creazione di un circuito attorno e dentro Pantalica ripristinando le antiche strutture ferroviarie. Il project sarebbe quello di individuare e intercettare i flussi turistici. Il rischio, nell’eccessiva parcellizzazione dei soggetti gestori, è proprio che non ci sia la capacità di proporsi come interlocutore unico. Naturalmente la gestione particolare dei progetti avverrà su base locale, nessuno vuole espropriare il territorio di quanto è di sua pertinenza”. La preoccupazione di alcuni dei rappresentanti delle comunità locali è che queste siano escluse dalla gestione, per questo hanno sostenuto la tesi di inserire la stessa Regione in alcuni progetti. Questa proposta è vista con preoccupazione dalla Provincia per i notevoli ritardi con cui si muove la macchina burocratica regionale”. “Se riusciamo nel tentativo, il modello Pantalica potrà diventare un punto di riferimento nazionale nella strategia di gestione dei beni naturali e culturali, e quindi, sia in campo paesaggistico che archeologico”, ha concluso il presidente Bono.


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