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23-02-2012

Accordo all'Ars.
La legge sull'abolizione delle Province non vedrà mai la luce.

Il testo a cui si è appena giunti serve solo da base di partenza, il governo presenterà degli emendamenti che daranno forma finale al testo che poi sarà approvato in aula i primi di marzo. Si tratta di modifiche di peso che influenzeranno l'imminente campagna elettorale perchè entreranno in vigore prima delle Amministrative di maggio in 140 Comuni. Il testo a cui si lavora prevede di mantenere in vita le Province Regionali nella versione tradizionale, consentendo l'elezione a suffraggio universale dei vertici e dei consigli provinciali. In cambio, però, verrebbero tagliati del 20% consiglieri e assessori: tra le tre Province Regionali più grandi passerebbero da 45 a 36 consiglieri. Le Province Regionali di media grandezza si fermerebbero a un massimo di 28 consiglieri e quelle piccole a 20. Lo stesso principio si applicherebbe ai Consigli Comunali: a Palermo si passerebbe da 50 a 40 consiglieri e a Catania e Messina da 45 a 36. Ciò comporta che anche le liste per le imminenti elezioni siano meno ricche di candidati. Allo stesso modo gli emendamenti in cantiere puntano a tagliare i membri delle giunte: a Palermo ne resterebbero 8 e in città di media grandezza 7 o 6 (a seconda che siano con o più di 250 mila o 100 mila abitanti).


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