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15-01-2011

Conferenza Stampa. Vicenda Sai 8.
Esito incontro dell'On. Bono con i magistrati.

Sarebbe l’ultimo favore, peraltro improduttivo di effetti, ai responsabili (SACCECAV) di una gestione fallimentare che erano scesi dal Nord senza risorse, per razziare e speculare sulla pelle dei cittadini di questo territorio che, per fortuna, hanno trovato questo Presidente, questo CdA e questa Assemblea di Sindaci. Sotto il profilo squisitamente giuridico, poi, il Commissariamento del solo Presidente è del tutto inutile. Il Presidente non ha poteri autonomi. Se Marziano fosse in buona fede, ma non lo è, avrebbe dovuto chiedere il Commissariamento di tutto il CdA e dell’Assemblea dei Sindaci, che sono quelli che, insieme a Bono, hanno deciso la strategia che Bono si è limitato ad attuare. Un commissario che sostituisse Bono, non potrebbe che attuare il mandato e gli indirizzi del CdA e dell’Assemblea e, quindi, fare ciò che farebbe l’attuale Presidente. 2. Quanto a chi lamenta “l’assordante silenzio degli Enti Locali sulla vicenda SAI 8 e sui destini delle imprese e dei 250 lavoratori”, faccio presente che nei fatti le imprese e i lavoratori sono stati tutelati proprio dal rigore con cui gli organi dell’ATO hanno preteso di verificare la solidità della gestione, che è l’unico requisito che può rendere sereno il futuro degli addetti ai lavori del sistema idrico integrato. In questi poco meno di 3 anni, sono stati innumerevoli le occasioni di protesta e di esasperazione, le vessazioni e le difficoltà nei rapporti tra imprese e SAI 8. Alla base di queste difficoltà sempre e solo una questione: carenza patologica e dolosa di risorse da parte del gestore. E’ possibile che tale assetto, che è andato via via a peggiorare, come peraltro evidenziato dalle decine di decreti ingiuntivi, potesse da solo miracolosamente risolversi? E la mancanza del deposito del contratto bancario di garanzia di cui all’art. 7 non è chiaramente la conferma di questa carenza patrimoniale strutturale del gestore? O forse qualche “anima bella” del nostro territorio, in tal senso, teorizzerebbe la disapplicazione della sentenza del CGA che ha dichiarato nullo il contratto, la rinuncia definitiva non solo alla garanzia di 14 milioni di euro, ma soprattutto a quella per i 500 milioni di euro a garanzia della realizzazione delle opere previste nel piano d’ambito e di cui a tutt’oggi non c’è traccia e, magari, in nome di una non meglio precisata solidarietà, mantenere un gestore economicamente inaffidabile perché privo dei capitali necessari all’attività, nella più totale violazione di leggi, regole e delle più elementari misure di tutela degli interessi generali? La tutela di Imprese e lavoratori è nella legge. Il gestore, seppure inaffidabile, rimane in carica OBBLIGATORIAMENTE, fino alla individuazione di chi gestirà in futuro il servizio, che dovrà rilevare i lavoratori (che quindi non rischiano nulla, diversamente da quanto sostenuto dai vertici SAI interessati a strumentalizzarne le paure) e continuare la gestione, e soprattutto l’esecuzione dell’imponente apparato di opere necessarie a garantire servizi idrici, fognari e depurativi ai cittadini di questa Provincia fino al febbraio del 2038.


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