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13-11-2014

Il Patto di Stabilità blocca le Province,
difficile mettere in sicurezza le scuole.
In Sicilia la situazione è ancora più critica.



Siracusa, l'istituto Rizza
Sul punto, la Provincia di Torino ha già annunciato "obiezione di coscienza" e in Parlamento il deputato Davide Mattiello ha presentato un emendamento per correre ai ripari.
Si attendono, intanto, risposte chiare dal Governo.
“Se le Province non saranno autorizzate a escludere dal calcolo del Patto di Stabilità le spese sostenute per l’edilizia scolastica, non potranno spendere pur avendo soldi a bilancio” spiega Mattiello.
Il problema non è affatto da contabili.
In Piemonte le condizioni precarie delle scuole hanno addirittura fatto un morto, nel 2008.
Si chiamava Vito Scafidi, aveva 17 anni e perse la vita mentre era in aula, nel liceo Darwin di Rivoli.
Crollò il controsoffitto. Per quel fatto la giustizia ha stabilito in appello 6 condanne per disastro, omicidio e lesioni colpose. La morte di Vito Scafidì segnò nel 2010 l’inizio di una campagna per la destinazione dell’8 per mille allo Stato all’edilizia scolastica.
Una campagna sostenuta dalla Fondazione Benvenuti in Italia, da Libera e dall’associazione Cittadinanzattiva che è giunta al primo traguardo nel 2013, grazie a un emendamento alla legge di Stabilità del deputato Francesco Cariello.
Poco tempo fa il Governo ha dato l’ok sulla destinazione di quei soldi, 170 milioni nel 2013, ma manca chiarezza sul modo in cui saranno destinati e molti di questi rischiano addirittura di restare inutilizzati.
La situazione è più pesante in Sicilia ove il Governo Crocetta non riesce ancora a decidere sul nuovo ordinamento degli enti locali nell'isola dopo il passaggio "sospeso" ai Liberi Consorzi Comunali e la proroga concessa dall'Ars per altri sei mesi, sino all'8 aprile, ai Commissari straordinari che arriveranno a gestire un semestre pieno di criticità.
Basti pensare che la Legge di Stabilità 2015 impone a tutte le Province e alle città metropolitane un taglio di 1 miliardo per il 2015; 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017.
Difficile, dunque, poter garantire i servizi essenziali ai cittadini in capo alle Province e alle Città metropolitane che, con la riforma Delrio, restano confermati.
Dalla gestione e messa in sicurezza delle oltre 5.100 scuole superiori italiane, in cui studiano 2 milioni e 500 mila ragazzi; alla gestione dei 130 mila chilometri di rete viaria nazionale affidate alle Province, di cui 38 mila strade montane; alla tutela dell'ambiente e agli interventi contro il dissesto idrogeologico.
Servizi che nel 2014 hanno un costo di 3 miliardi e 188 milioni.
Con i tagli imposti dalla Legge di Stabilità, nel 2015 le risorse su cui Province e Città metropolitane potranno contare per questi stessi servizi scende a 2 miliardi, per arrivare a 1 miliardo nel 2016 e all'azzeramento totale nel 2017.
Non si stanno abolendo così le Province; ma, si stanno privando i cittadini di servizi essenziali: le scuole senza riscaldamento e manutenzione; il diritto allo studio per gli alunni diversamente abili; la messa in sicurezza delle strade provinciali, la tutela del territorio e dell'ambiente.
Danni incalcolabili nei prossimi anni.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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